Le Fifth Harmony x Tidal: traduzione dell’intervista

Int.: Ad Agosto avete rilasciato il vostro terzo album omonimo, “Fifth Harmony,” ed avete avuto l’opportunità di co-scrivere un po’ e far sentire davvero le vostre voci. Qual era l’obiettivo?

Lauren: Penso che l’obiettivo fosse quello di creare la nostra opera più autentica finora. Stiamo insieme da cinque anni ormai, ed è stato un processo interessante contando che il nostro è stato un gruppo femminile creato nel corso di un programma televisivo. Specialmente nell’industria, ci sono molte persone che dubitano delle tue abilità e del tuo talento come cantautrice o come artista perciò è stato abbastanza difficile, ma ci siamo guadagnate il rispetto nel corso di questi anni con la nostra etichetta, e con i cantautori e i produttori con cui abbiamo lavorato, ottendendo la loro fiducia. Diciamo che ci siamo anche imposte, abbiamo detto: “Dobbiamo scrivere per questo album.” Tutte noi scriviamo e nutriamo questa passione, perciò volevamo che le nostre voci fossero quanto più genuine possibile a questo giro.

Int.: Qual era il messaggio che volevate diffondere? Che lo differenziasse da “7/27” e “Reflection”.

Normani: Non credo che ci fosse un messaggio in particolare, ma che fossimo solo molto eccitate di avere questa libertà per la prima volta – come ha detto Lauren non ci era mai stata data questa opportunità prima, anche se siamo tutte cantanti-cantautrici. Essendo un gruppo creato a tavolino ho la sensazione che molte persone non credessero fossimo autentiche, che non avessimo la capacità di creare, e anche solo il fatto di aver potuto essere in studio l’una con l’altra, poter condividere le nostre esperienze e parlare di quello che abbiamo passato… Potremmo letteralmente scrivere un libro con tutto quello che abbiamo affrontato, sia insieme che individualmente, e questo è qualcosa che volevamo esprimere attraverso la nostra musica. Credo anche che rappresenti la nostra crescita, il punto a cui siamo arrivate e la felicità che in mia opinione è possibile percepire ascoltando l’album, più che mai rispetto al passato.

Lauren: Decisamente, parlando del messaggio che abbiamo trasmesso con i nostri album passati… volevamo diffondere gli stessi messaggi di girl-power, di amore e scoperta di sé stessi, argomenti che avevamo già toccato. Volevamo farlo solo con una voce più genuina questa volta, dato che veniva direttamente da noi, invece che cantare qualcosa che venisse scritto da altri.

Dinah: E’ stato speciale anche il poter giocare un po’ con i generi musicali che tutte noi amiamo, come l’R&B, il soul e un po’ di reggae. C’è un miscuglio di cose che era importante per noi incorporare affinché trovandoci sul palco, mentre ci esibivamo con queste canzoni ne ne fossimo davvero innamorate e ci sentissimo sicure di noi.

Int.: C’è una canzone in particolare di questo album che considerate la vostra bambina perché vi fa pensare in maniera specifica ad un’esperienza che avete vissuto?

Ally: Direi… “Messy” è una canzone molto speciale che io e Normani abbiamo co-scritto.

Lauren: Era una di quelle a cui stavo pensando!

Ally: L’abbiamo co-scritta con i Dreamlab, degli aussies davvero fantastici ed esilaranti. Sono così simpatici, e la cosa è abbastanza ironica perché la canzone è piuttosto vulnerabile, ma è stato davvero divertente scrivere con loro, e poter stabilire un legame… Io e Normani ci siamo davvero sentite ispirate dalla musica e abbiamo detto: “Sai cosa? Parliamo di questo…” perché alcune nostre canzoni ti fanno sentire sicura di te, e sono molto movimentate e cose così, ma non ne abbiamo molte che mostrino il nostro lato più dolce, vulnerabile ed esposto e quel giorno ci sentivamo molto ispirate dalle nostre emozioni.

Int.: Continuiamo a parlare di “Messy” per un secondo, perché il messaggio di quella canzone è di accettare le proprie insicurezze e ‘ballare per casa solo con la radio accesa’ e sentirti a contatto con te stessa. Voi siete sempre in giro, avete una tabella di marcia frenetica, come trovate il tempo per voi stesse facendo anche parte di un gruppo?

Lauren: E’ uno sforzo consapevole. A volte mi sono ritrovata… non mi rendevo conto del passare delle settimane e non… Cioè la mia routine era sveglia-lavoro-letto.

Ally: Anch’io, ragazza!

Normani: Idem.

Lauren: Sveglia-lavoro-letto, sveglia-lavoro-letto. Ad un certo punto mi sono fermata e ho pensato, “Aspetta un attimo, ho bisogno di respirare.” Mi piace leggere, mi piace ascoltare nuova musica, mi piace mettere le casse a tutto volume e riempire la stanza.

Normani: A me personalmente basta una cosa semplice come chiamare mia nonna o mio padre a casa, e parlare con loro per un’ora di qualunque cosa stia affrontando in quel momento. A volte è difficile par parte di quest’industria, ed essere sotto i riflettori. Specialmente perché essendo figure pubbliche, avendo iniziato all’età di quindici anni… ci sono sicuramente stati dei momenti in cui mi sono guardata allo specchio non sapendo più chi fossi e ho dovuto prendere le distanze per trovare di nuovo me stessa. Credo che avere un sistema di supporto intorno a te, averci l’un l’altra, aiuti molto. Anche andare in chiesa mi è di supporto.

Dinah: Anche un gesto piccolo come portarsi una coperta da casa… Io porto mia cugina con me al posto di mia mamma.

Int.: Un vero essere umano!

Dinah: Mia mamma mi disse, “Dinah, hai 20 anni, devi allontanarti un po’, devi iniziare a crescere e a sentirti davvero una ventenne.”

Ally: E’ davvero importante Dinah, hai assolutamente ragione. Aiuta davvero. Io ho sempre il mio animale di pezza con me, Moose Moose. E’ davvero adorabile, mio padre me lo regalò da bambina e l’ho sempre tenuto con me da allora. Non finirà mai in una valigia perché Dio non voglia qualcosa succeda alla mia valigia, non posso nemmeno… Lo devo tenere vicino.

Int.: Avresti dovuto portarlo all’intervista!

Ally: Lo so! Lo so! Sta dormendo! Sta riposando, ragazzi. Ma quando abbiamo un pausa adoro tornare a casa, è così… non so nemmeno come descriverlo. Mi sento euforica, è davvero terapeutico e rilassante. Non c’è niente come l’essere circondati dai membri della tua famiglia che ti vogliono bene e ti adorano per quello che sei e che ti conoscono davvero.

Int.: Quando lavorate – Lauren prima hai detto che vi svegliate, andate a lavoro e poi a dormire. Come affrontate quelle giornate in cui vi svegliate e non vi sentite al vostro meglio?

Lauren: Esercizi di respirazione.

Int.: E’ importante.

Lauren: Già. Mi prendo svariati momenti durante la giornata in cui mi dico: ”Inspira, espira”, e raccolgo i miei pensieri, perché non c’è un vero rimedio. Non puoi fermarti a pensarci, devi solo andare. A volte le nostre giornate lavorative sono davvero lunghe, ci svegliamo alle 8 del mattino e andiamo a letto a mezzanotte. E quel tipo di giornate ti lasciano esausta… Fai delle interviste, parli con un sacco di gente… indossi i tacchi tutto il tempo, che è la cosa più brutta in assoluto! Perciò sì, è dura ma… respirare e messaggiare con le persone che ami.

Dinah: Credo sia anche molto importante leggere delle citazioni che ti motivino. Ultimamente è una cosa che faccio spesso. Ti siedi e dici, “Wow, è esattamente il mio stile di vita” e quando ripensi a quando avevi quindici, undici anni e a come sei arrivata al punto in cui ti trovi, inizi ad apprezzare ancora di più quello che hai. La gratitudine…

Lauren: La gratitudine aiuta.

Dinah: Assolutamente, la gratitudine è davvero importante.

Int.: Sono passati cinque anni da The X-Factor e immagino ci siano molte cose da imparare nell’industria in un lasso di tempo del genere. Potete condividere un consiglio in particolare che vi è stato dato da una mentore donna e che avete portato con voi in questo percorso?

Lauren: Ok, allora, Dina LaPolt… questa donna ci ha sicuramente cambiato la vita, ma la cosa più importante che credo ci abbia detto sia stata, “Non mi importa quanti anni avete, quello che le altre persone vi hanno detto, dovete sapere quello che fate. Dovete conoscere ogni parte del vostro lavoro, ecco questo, questo e questo. Ed ecco perché dovete prestare attenzione.”

Dinah: Si è presa il tempo per insegnarci tutto.

Lauren: “Leggete i vostri contratti.” E’ una delle cose più importanti da sapere in questa industria. Ci sono così tanti ‘squali’ là fuori pronti a farti a pezzi. Ed è davvero triste, perché ho visto tante persone di talento venire letteralmente inghiottite dai loro contratti. E’come se li risucchiassero della loro anima, e una volta finito passassero avanti per fare la stessa cosa.

Ally: Le persone sono sacrificabili.

Lauren: Non si tratta solo di glam e di cantare su un palco. Ci sono cose, tante parti in causa ed è una cooperazione, è davvero un’industria.

Int.: Per quanto riguarda te Ally?

Ally: Il mio è stato prendere ogni momento, apprezzarlo e respirare. Anche affidarmi a Dio, perché [questo lavoro] può essere davvero snervante e difficile e si vedono tante cose orribili in questa industria. Tante cose orribili sono capitate anche a noi. Semplicemente avere fede e sapere che molte cose saranno impegnative nella vita, ma di continuare a perseverare.

 

Lauren: Tutto è una lezione alla fine.

 

Dinah: Io tengo un diario. Ho iniziato a scrivere all’età di 10 anni. Me lo diede mia nonna, era la prima volta che tenevo un diario, e mi disse di scriverci della mia giornata, anche ogni piccola cosa, perché poi l’avrei dimenticata. In effetti è impossibile ricordarsi di ogni piccola cosa. Ed è stato divertente perché durante X-Factor, quando abbiamo incontrato Kelly Rowland, lei mi suggerì la stessa cosa e io le dissi che in effetti già avevo un diario. Disse che era necessario che tutte noi scrivessimo cosa succedeva durante le nostre giornate perché poi tutte le cose si sarebbero confuse tra loro. Ed era evidente quanto lei quasi rimpiangesse di non aver documentato i suoi ricordi. Sono particolarmente legata a quell’episodio perché ogni istante conta, dobbiamo ricordarci questi momenti. Io voglio ricordarmi come mi sentivo e a cosa pensavo, così un giorno quando ci ripenserò, dirò, “Wow, ho vissuto tutto questo!”

 

Int.: E non è una semplice registrazione sui social media ma è una vera conversazione con te stessa.

 

Dinah: Esattamente.

 

Normani: Anch’io penso Kelly Rowland. Ci ha fatto capire quanto fosse importante fare foto e documentare ogni singola cosa che vivi, perché è troppo bella! E infatti ogni tanto mi ritrovo a pensare che siamo state veramente invitate due volte alla Casa Bianca! Cose del genere…

 

Lauren: Da Obama e Michelle!

 

Normani: Sì, da Obama e Michelle, mettiamolo in chiaro!

 

Int.: Mettiamolo bene in chiaro!

 

Normani: E poi abbiamo partecipato agli MTV Music Awards, abbiamo fatto così tante cose, molte più di quante avrei pensato all’inizio. Siamo andate alla grande e io ho solo 21 anni, [rivolta a Lauren] tu ne hai 21, [rivolta a Ally] tu 24, [rivolta a Dinah] tu 20… siamo così giovani e abbiamo fatto così tanto e una cosa che lei ha sottolineato molto era di fare foto, ripeteva di fare foto, scrivere tutto su carta per non dimenticare niente, e ha detto che è questa la cosa che rimpiange di più, di non aver documentato tutto. E anche Nicki Minaj! Ci disse: “Non lasciate che nessuno vi porti via la felicità.”

 

Dinah: Questo è successo mentre ero andata a fare la pipì. Loro hanno incontrato Nicki Minaj mentre io ero in bagno. Ero davvero triste. Ma va bene, ero nella sua Instagram Story. Almeno quello.

 

Int.: Ripensando all’anno appena trascorso, quale credete sia stato l’ostacolo più grande che avete affrontato, sia individualmente che come gruppo, e come avete fatto a superarlo?

 

Ally: Penso, per noi, fare questo album. Stavano accadendo tante cose, sapevamo chi eravamo e che volevamo trovare il nostro sound ma allo stesso tempo abbiamo dovuto farci sentire e puntare i piedi e dire a tutti, “Hey, stiamo creando l’album che vogliamo, ci stiamo lavorando molto duramente e vogliamo scrivere!” E poi è arrivato Chris Anokute che ci ha aiutato ad ottenere quella libertà e a trovare quell’input che stavamo cercando.

 

Normani: Onestamente è impossibile scegliere un solo ostacolo.

 

Lauren: Quasi ogni giorno c’è almeno un piccolo ostacolo che però superiamo.

 

Normani: Siamo resilienti!

 

Lauren: Sì! Non riesco neanche a spiegare quanto sia fiera di noi. Ci sono troppe cose, troppi momenti, così tante persone che non vogliono vederti vincere. Per citare Khalid, è veramente così! Non vogliono vederti vincere, non vogliono vederti esultare, non vogliono vederti felice…

 

Ally: Hey, guardate questo sorriso!

 

Lauren: Ma Dio veglia su di noi e si assicura che abbiamo la strada spianata. Credo si tratti di una questione di concentrazione, di mentalità. Ho la sensazione di trovarci quasi sempre in ‘Modalità sopravvivenza,’ a chiederci: “Cosa possiamo fare per portare a termine questa cosa?”

 

Normani: E immagina ritrovarsi in una situazione del genere e poter solamente fare affidamento l’una sull’altra. Fortunatamente adesso abbiamo un fantastico team da cui ci sentiamo supportate, ma c’è stato un periodo in cui eravamo solo noi quattro e pensavamo “Cosa diavolo faremo? Come supereremo tutto questo?”. Penso che la forza di ognuna di noi derivi dalle altre.

 

Lauren: Personalmente credo anche il superare le insicurezze. Io sono cresciuta moltissimo in questo senso, quest’anno più che in tutta la mia vita. Ho un sistema di supporto davvero fantastico, sono sicura di me, dei miei scopi e di cosa posso offrire al mondo. E quando ci riesci, quando separi il tuo scopo e il “Oh, cosa stanno combinando tutti gli altri? Come posso fare la stessa cosa?” Quando ti distacchi da tutto questo… riesci a dire…

 

Normani: Sono troppo forte!

 

Lauren: Sono troppo forte! Sono forte! Lasciatemi essere me stessa! Lasciatemi crescere!

 

Dinah: Perché spesso ti perdi nei tuoi pensieri.

 

Lauren: E’ quello che dico! E’ un effetto dell’industria.

 

Int.: Come mantenete – scusate il gioco di parole – l’armonia nel gruppo e rimanete fedeli a voi stesse?

 

Ally: Penso che la cosa migliore sia mettere da parte l’ego e l’orgoglio. Analizzare la situazione… Credo che la cosa migliore e più importante sia riuscire ad ammettere i propri sbagli.

 

Lauren: Stiamo tutte crescendo e imparando, e a volte la vita può essere intensa e farai delle cazzate. Ti ritroverai a fare delle cose che non volevi, e a dire, “Aspetta, non intendevo farlo.”

 

Ally: E’ anche importante riuscire a mettersi nei panni dell’altra persona. Magari tu fai innocentemente qualcosa e l’altra persona la fraintende intendendola in un altro modo. L’importante è parlarsi, come d’altronde in tutte le relazioni, che siano d’amicizia, d’amore.

 

Dinah: E’ la base di tutte le relazioni.

 

Normani: E’ anche assicurarsi che ognuna si senta supportata. Come hai detto, assicurarsi di avere ancora la tua individualità e supportare allo stesso tempo il gruppo, che rimane il cuore di ogni cosa. Le Fifth Harmony sono la nostra casa. Farne parte [delle Fifth Harmony] permette ad ognuna di noi di buttarsi in qualsiasi progetto che voglia intraprendere individualmente. Ciò che ci fa stare bene è essere felici l’una per l’altra, capire che ognuna di noi può essere fottutamente fantastica a modo suo. Possiamo tutte brillare.

 

Dinah: Questo perché siamo anche molto diverse. Ascoltiamo musica diversa… cioè, ci piacciono molte delle stesse cose…

 

Ally: Siamo simili sotto certi aspetti. Ma…

 

Dinah: Ma siamo molto diverse l’una dall’altra.

 

Ally: E’ bello! E’ divertente.

 

Dinah: Abbiamo gusti musicali diversi, sul red carpet ci piace indossare vestiti differenti, ma siamo unite. Facciamo funzionare le cose.

 

Int.: Allora brindiamo a voi.

Lauren: Io ho finito l’acqua!

 

Dinah: Ne vuoi un po’?

 

Lauren: Giusto una goccia per brindare, grazie.

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