Lauren Jauregui: “Una collaborazione con un artista in spagnolo? Ci stiamo lavorando”

Alla soglia di un nuovo tour mondiale durante il quale presenteranno il loro terzo album omonimo, una delle componenti delle Fifth Harmony ha parlato in esclusiva con Billboard di come stia vivendo questa nuova era della band. Il gruppo si esibirà il prossimo 2 ottobre al Luna Park di Buenos Aires.

 

Sono giorni turbolenti per Lauren Michelle Jauregui. A seguito della sua lettera aperta contro Donald Trump pubblicata dalla rivista People, la giovane 21enne è bersaglio fisso di critiche, ma anche di appoggio. Difensore dei rifugiati musulmani e a favore dei diritti della comunità LGBTQ, la cubana mostra ogni volta di più la sua vera personalità e non ha paura di esprimere quegli ideali che vanno al di là del quartetto. “Questo paese è stato costruito e continuerà a sopravvivere sulle spalle degli immigrati e dei rifugiati. Il termine rifugiato in sè è una parola significativa. Queste persone non sono terroristi,” spiega. “Dobbiamo essere uniti. Non tollereremo un’altra Germania nazista, una Russia di Stalin, o una Cina di Mao Tse-Tung. La frase che dice che la storia è destinata a ripetersi non è un cliché gratuito.”

 

La tua voce non si limita alle vostre canzoni. Sei cosciente di come le cose si sono evolute?

– Ho dedicato la mia vita a questo senza sapere cosa stessi facendo. Ero molto giovane quando sono entrata nelle 5H, avevo 16 anni. Credo che fino ai 21 anni, gli esseri umani non smettano di conoscere loro stessi. Però credo anche che tutto accada per una ragione e che Dio sa quello che fa. Ho dovuto imparare tanto, e davanti a tutto il mondo. In questo modo, ho scoperto molto di me stessa e della gente che mi circonda. Quando dico tutto, intendo dall’imparare a parlare e comunicare a tutto quello che significa essere un’artista. L’unica cosa di cui sono sicura è che non mi pentirò mai del cammino che ho intrapreso. Non lo metto mai in dubbio perché adoro quello che faccio; mi ha dato ciò che ho in questa vita. Fare qualcosa che ti appassiona, nel mio caso legato a musica e arte, essere una performer ed esibirmi in tutto il mondo è qualcosa che ho sempre sognato.

 

Come gestisci il successo?

– Come artista, non mi importa della nostra posizione in classifica e di cose del genere. L’importante per me è poter sentire una connessione con un progetto creativo. In questo disco ci sono i nostri pensieri, sono le nostre lettere. Quando lo ascolti si tratta di cose che abbiamo vissuto, capisci che intendo? Abbiamo lavorato giorno e notte in questi cinque anni per arrivare dove siamo adesso. Abbiamo lavorato come nessun’altro e chiunque ci conosca davvero te lo potrà confermare. Dopo tutto quello che abbiamo passato, quello che abbiamo vissuto finora, credo che questo sia il più autentico che abbiamo realizzato, ed è una cosa che mi motiva moltissimo.

 

Ti consideri latinoamericana? Ti piacerebbe fare una collaborazione con un artista in spagnolo?

– Assolutamente sì! Amo il Sudamerica. Sono cubana ed ogni volta che mi trovo lì percepisco un affetto genuino. Mi emoziona la maniera in cui ci coccolano. Sono cresciuta con la cultura latinoamericana e la adoro. Per quanto riguarda la collaborazione, non ti posso dire molto, però ci stiamo lavorando! Creare musica con Shakira, Pitbull, Nicky Jam o J Balvin sarebbe stupendo. Se dipendesse da me, lavorerei con tutti!

 

Come descriveresti le tue compagne?

– Ally [Brooke] è la persona più dolce che potresti arrivare ad immaginare. Dinah [Jane Hansen] è carefree, non dà importanza alle cose irrilevanti. Ha uno spirito che abbraccia solo le cose positive e non porta rancore. E Normani [Kordei] è la persona più lavoratrice che conosca, cerca sempre di migliorarsi e di diventare la miglior versione di sè stessa possibile.

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