Lauren Jauregui parla della Marcia delle Donne: “Questa è la democrazia”

“Siamo tutti qui, e le nostre voci contano, e siamo più numerosi”

Lauren Jauregui delle Fifth Harmony riassume la sua decisione di partecipare alla storica Marcia delle Donne a Washington, D.C. in maniera chiara: “Devo far seguito alle mie parole con le azioni, no?”

E non ci sono dubbi. A 20 anni, la Jauregui sta velocemente diventando una delle star più vocali in ambito politico, e può parlare di tutto a partire dalla crociata contro Planned Parenthood al sessismo nell’industria musicale. Ad Ottobre, questa Cubano-Americana ha dichiarato di essere bisessuale attraverso una lettera aperta ai sostenitori di Trump a dir poco graffiante. E sabato, si è unita ad un impressionante numero di celebrità che hanno preso parte alle marce di protesta in tutto il paese e nel mondo.

Anche se la Jauregui ammette che la Marcia delle Donne ha rappresentato il suo primo viaggio nella capitale della nazione per una protesta, dice che il suo interesse nel battersi per i diritti delle donne è nato mentre frequentava una scuola femminile di Miami, Florida.

“Lì, mi è stato insegnato ad essere una donna coraggiosa e sicura di me,” spiega la cantante. “Ogni ragazza con cui ho frequentato la scuola mi è davvero d’ispirazione ed è così forte e determinata e senza paura. Credo sia una cosa che tutte noi dovremmo insegnarci a vicenda.”

Per la Jauregui, questo significa anche assicurasi che donne di ogni ambiente e ceto sociale siano incluse nel movimento femminista intersezionale. Da giovane donna membro della comunità LGBT e di una famiglia di immigrati, dice scherzando di ricadere nelle “tre categorie” di minoranza.

E’ un’esperienza di vita differente che si estende anche al resto del gruppo delle Fifth Harmony. “Siamo quattro donne di etnie completamente diverse, forme completamente diverse, esperienze di vita e opinioni completamente diverse,” dice la Jauregui.

Abbiamo parlato con lei dopo essere arrivata a D.C. per discutere della “travolgente” esperienza della marcia, dello stigma sul femminismo, e del potere che hanno i millenial che rende la prossima generazione importante.

Per chi e per cosa stai marciando?

Sto marciando per i diritti umani in generale, dato che questa nuova amministrazione ha fatto chiaramente capire chi intende supportare e che tipo di regime ha intenzione di adottare. Sto marciando per le donne, per la comunità LGBT, per gli immigrati. Ed è un caso che faccia parte di tutte queste tre categorie [ride], perciò sto marciando per me stessa, per la mia famiglia e per i miei amici. Per chiunque lo meriti.

Cosa provavi durante la marcia?

Ero davvero fottutamente sopraffatta. Presente, consapevole, in pace, e pronta ad agire. E’ stata la cosa più eccezionale che abbia mai provato in vita mia. Non riesco a credere di aver assistito alla storia che ho contribuito a creare.

Ho la sensazione che molte persone si sentano sole con l’arrivo di questa nuova amministrazione, e si sentano tradite. Quest’intera esperienza è una chiara indicazione del fatto che… siamo il voto popolare. Questi siamo noi, qui fuori a marciare. In tutto il mondo, donne, uomini e umani uniti, e non tollereremo niente di tutto questo. Non tollereremo un regime fascista, e non tollereremo di sentirci dire che non siamo importanti. Perché siamo tutti qui, e le nostre voci sono importanti, e siamo più numerosi di te.

Come ha alterato questa marcia la tua prospettiva?

Ho passato così tanto tempo nella mia stessa testa e nelle mie note e nei miei diari pensando a quanto dolore ci sia nel mondo e quanto mi faccia arrabbiare il fatto che a nessuno importi. Uscire lì fuori oggi e vedere a quante persone in realtà importi davvero, quante persone vogliano far sentire la propria voce, quante persone siano disposte a lottare con le unghie e con i denti… è stato semplicemente bellissimo. Mi sono emozionata così tante volte. Ho pianto così tante volte. Questa è la democrazia. Noi siamo la democrazia.

Com’era la folla?

E’ stata l’esperienza più incredibile e umile essere alla presenza di così tanti umani disposti ad unirsi. Quando ero lì, stavamo cercando di arrivare al bagno per poi tornare in mezzo alla folla, ed era praticamente impossibile per quanta gente ci fosse, e c’era questa donna in sedia a rotelle. Stavamo cercando di salire sulla guardiola e ci ha detto, “usate la mia sedia! Andiamo!” Ci ha letteralmente permesso di usarla come scalino. E’ stato pazzesco. Erano tutti così disposti ad aiutare, ad aiutarsi a vicenda.

Credi che figure pubbliche come te abbiano una responsabilità aggiunta di parlare apertamente di politica?

Credo che specialmente nell’industria dell’intrattenimento le persone prendano la decisione di entrare nel giro perché vorrebbero rappresentare una distrazione per la gente. Ma non vedo come avere il potere di una voce, una voce che molte più persone della media ascoltano… non sento sia giusto avere questa possibilità e non usarla per cercare di educare le persone. Credo sia proprio questo il motivo per cui sia qui ed ho questa piattaforma tanto per cominciare. Odio l’essere sotto i riflettori, odio tutte quelle stronzate. Ma credo che Dio mi abbia dato questa voce a questo scopo-per usarla e cercare di unire le persone ed assicurarmi che tutti sappiano che non c’è niente di male nell’usare la tua voce. Puoi essere una giovane donna, e va bene usare la tua voce. Puoi essere forte quanto vuoi.

 

Crescendo a Miami, hai frequentato una scuola femminile. Questo come ha influenzato la donna che sei oggi?

Sinceramente, sono stata davvero fortunata ad aver potuto frequentare la Carrollton [Scuola del Sacro Cuore]. Attribuisco tutto quello che sento e la passione che ho a quella scuola. E’ una scuola femminile, e mi è stato insegnato ad essere coraggiosa e sicura di me. “Donne sicure di sé e coraggiose” era essenzialmente lo slogan della nostra scuola. Ne sono davvero grata perché ogni singolo professore che ho incontrato, l’amministrazione, chiunque fosse coinvolto, uomo o donna che fosse, erano lì con lo scopo di far crescere ogni ragazza individualmente. E ad ogni ragazza era detto quanto fosse speciale e come avrebbe potuto influenzare il mondo. Sto letteralmente piangendo pensandoci [ride]. Ogni ragazza con cui ho frequentato la scuola mi è davvero d’ispirazione ed è così forte e determinata e senza paura. Credo sia una cosa che tutte noi dovremmo insegnarci a vicenda.
L’ascesa delle Fifth Harmony è spesso inquadrata come il ritorno dei gruppi al femminile. Perché credi che la vostra musica trovi un buon riscontro soprattutto tra le adolescenti?

Alcune delle nostre canzoni ti fanno sentire sicura di te, ma credo che più che la nostra musica, sia per chi siamo noi. Quattro donne di etnie completamente diverse, forme completamente diverse, esperienze di vita e opinioni completamente diverse, e lo puoi notare quando guardi un’intervista, quando ci incontri. Abbiamo un’energia davvero unica e intensa, ed è per quel potere che ognuna di noi ha come individuo, nella sicurezza di noi, sfruttiamo quel potere e vogliamo condividerlo con le altre donne. Credo che molte ragazze recepiscano quel messaggio, e che questo le renda più forti.

Come fai ad essere sempre così sicura nel tuo essere donna?

Sono davvero fortunata, perché mia madre e mia nonna mi hanno sempre insegnato questo, sempre, dal giorno in cui sono nata. Ed anche mio padre. I miei genitori non mi hanno mai fatto sentire come se non potessi fare qualcosa solo perché sono una ragazza, mai. Non importava cosa volessi fare. Mio padre mi ha sempre supportato al 1,000%, fino in fondo, non mi ha mai detto, “non puoi fare questa cosa perché sei una ragazza.” Oltre a questo, la scuola che ho frequentato, e il potere che mi è stato dato tramite la mia educazione. Sono davvero fortunata, ho ricevuto questa forza, e ne ho fatto uso, voglio solo condividerla.

Che posizione credi ricoprano i giovani nella politica?

Credo che la gioventù rappresenti il movimento. Credo che siamo noi quelli che stanno dando il via a questa rivoluzione, e credo saremo noi a vederla portare avanti e saremo noi quelli a metterla in pratica. Penso sia un momento davvero fantastico per un risveglio di coscienza, con internet e la connessione che abbiamo l’uno agli altri. Tutti i giovani coinvolti in questo momento, o su internet, che vedono l’ingiustizia davanti ai loro occhi, li sta rendendo appassionati e li sta rendendo consci di quello che li circonda. Tutti i bambini con cui ho parlato-bambini davvero piccoli, tipo di otto anni-sanno cosa sta accadendo. Si chiedono “Cosa succede? Perché Trump è presidente?” Il fatto che i bambini sappiano distinguere… Credo che il potere sia nella gioventù.

Nella lettera aperta per Billboard hai scritto che il femminismo ha bisogno di “molto lavoro.” Come possiamo rimediare?

Credo che lo stigma esistente sulla parola femminismo sia un problema enorme. L’avversione che la gente prova nei suoi riguardi viene attribuita all’inclusione della parola “fem,” anche se è un termine che riguarda tutti. Credo che questa avversione sia in generale la ragione per la quale abbiamo bisogno [del femminismo]. Se la parola “femminismo” ti dà fastidio, c’è una ragione, ed è solo perché include le donne. Il problema per cui il femminismo si batte è alla fine dei conti l’uguaglianza tra uomini e donne. Perché anche gli uomini hanno i propri stigmi e gli stereotipi che sono deleteri per la loro salute mentale. E’ un qualcosa che succede a tutti noi, qualcosa che stiamo sperimentando tutti. Sfruttando quella libertà, stiamo dicendo, “no, voglio abbracciare questo termine perché significa che posso essere libero.”

Sei sorpresa dal successo di Donald Trump?

Direi che sono sorpresa, ma so anche che c’è molto odio nel cuore del paese. E’ il tipo di base sulla quale [gli Stati Uniti] sono stati costruiti, essenzialmente, perché sono stati creati sulla schiavitù-sono stati gli schiavi a costruire questo paese. Penso che la gente si senta superiore grazie ai soldi, ed è tutto quello che [Trump] ha offerto, tralasciando le cose dannose che ha detto. Le uniche persone che sono riuscite a chiudere un occhio sono quelle che danno più valore all’economia che ai diritti umani. Ed esiste perché i soldi sono il potere assoluto in questa società, è una società capitalista, perciò molte persone sentono di non avere altra opzione che di progredire solo economicamente.

Cos’hai da dire sugli sforzi di smantellare Planned Parenthood?

Quanto sia importante riconoscere che non si occupano solo di aborti. Che in realtà, gli aborti occupano solo il tre per cento di quello che fanno, e che tutto il resto riguarda la salute femminile e la salute riproduttiva, e l’assicurarsi che le donne abbiano un posto sicuro che non costi loro un occhio della testa perché ricevano le cure mediche di cui hanno bisogno. Vogliono destituire una fondazione che aiuta davvero milioni e milioni di donne in tutto il paese per colpa di, non lo so, un mito.

Prenderesti mai in considerazione l’idea di entrare in politica come professione?

Se facessi qualcosa di politico, sarebbe l’attivismo. Non ho fiducia nel nostro governo, ora come ora. Non ho fiducia nel modo in cui stanno procedendo le cose. Non vorrei essere coinvolta burocraticamente, sarei impegnata nell’attivismo.

C’è qualcosa che vorresti dire ai tuoi compagni manifestanti?

Vi adoro, e ci siamo dentro insieme. Cambiamo le cose.

 

FONTE. | Traduzione a cura di Erica Tommasino.
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