Dinah Jane parla del movimento #MeToo e della possibilità di una carriera solista

Quando incontro Dinah Jane, cantante-cantautrice tongana e membro del gruppo femminile pop Fifth Harmony, si trova all’interno di una palestra per prepararsi a distruggere letteralmente questo 2018 e il suo primo servizio fotografico per Flaunt. Mi siedo affianco a lei su una cyclette per iniziare la nostra intervista e realizzo, ‘questa donna è senza paura.’ Jane sembra essere estremamente fiera di chi è e del suo aspetto e sono curiosa, da dove trae questa sicurezza anche nei momenti difficili, cosa pensa dell’essere un’artista donna nel bel mezzo degli importantissimi movimenti #MeToo e Time’s Up, e cosa possiamo aspettarci da una futura carriera solista.

 

“La mia sicurezza viene dalle altre ragazze del gruppo,” mi dice Jane, pedalando senza sforzo sul posto. “Siamo entrate a far parte di questa industria quando avevamo appena 15 anni. Ed essendo una quindicenne, arrivi con tutte quelle insicurezze che derivano dall’essere nell’occhio pubblico e dal dover crescere davanti a tutti.”

 

Ad un certo punto Jane si sentiva la persona più insicura del mondo. “Le ragazze mi hanno decisamente motivata a voler bene di più a me stessa,” dice. “Credo che parte della mia sicurezza derivi anche dal fatto di essere circondata da donne con una cultura diversa dalla mia in questa esperienza. Sono a contatto con le culture afroamericana e latina, e questo mi spinge a voler abbracciare la mia individualità, esprimerla, e viverla perché mi fa capire che rappresento qualcun’altro lì fuori.”

 

Con la sua autostima più forte che mai, ora Jane si trova ad incoraggiare i suoi follower ad amare loro stessi. Ricorda di un momento di particolare impatto con una fan durante una sessione di meet-and-greet. “Ricordo di aver visto questa ragazza che aveva dei tagli sulle braccia,” mi dice Jane con un tremore nella voce, riferendosi ad una ragazzina che aveva tentato il suicidio. “Mi si spezza il cuore quando ci penso, e mi viene sempre la pelle d’oca. Ricordo di averlo notato distintamente, le presi il braccio e dissi ‘Mai più.’ Quando tornò al seguente meet-and-greet, le cicatrici erano coperte da un tatuaggio di quelle due parole: ‘Mai più.'”

 

Fu dopo quell’episodio che Jane capì quanto potere avesse in qualità di artista, e donna. Mentre Jane incoraggia molti ad essere la miglior versione di loro stessi, Beyonce è la stella che brilla più più per lei.

 

“E’ una sorta di mamma,” scherza Jane mentre le dico che anch’io sto aspettando con impazienza il giorno in cui Queen B deciderà di adottarmi ufficialmente. “Incarna un senso di potere. A prescindere dall’età, dal genere del suo fanbase, ha l’abilità di essere autentica con i suoi difetti ed il suo percorso e riesce a toccare il cuore di tantissime persone.”

 

Jane mi rivela che nutre un immenso rispetto per le donne e gli uomini che hanno contribuito al movimento #MeToo ed ha invitato altre persone a parlare delle loro esperienze. Dice di trovare incoraggiante il fatto che, in tutto il mondo, il movimento venga sia riconosciuto che supportato. “Credo mandi un messaggio potente alle artiste donne – avete il controllo del vostro potere, della vostra voce. E’ bello in special modo vedere donne con il coraggio di parlare e rompere il silenzio. Mi fa sentire forte.”

 

Quando si parla di avere il controllo della propria voce, per quanto riguarda il rilascio di musica solista, Jane mi rivela che la paura di non essere brava abbastanza le è decisamente passata per la testa.

 

“A volte quando canti le canzoni di qualcun’altro ancora e ancora o canzoni che ti sono state date,” mi dice, “hai paura di andare lì fuori a scrivere le tue. Inizi a chiederti, ‘Beh, non so se la mia musica sarà perfetta quanto queste canzoni che mi sono date. Non so se quello che ho da offrire sia abbastanza bello da passare in radio,’ Ma quando riesci ad evitare questo stato mentale, il processo diventa più facile perché è autentico, e reale. Ho notato che quello che mi piace delle canzoni che passano in radio oggigiorno è che sono davvero schiette e sincere.”

 

Dice che quello che l’aiuta a mettere da parte la mentalità piena di paura sono gli elogi che ha ricevuto per le sue collaborazioni in solitario con artisti come Daddy Yankee e French Montana, e, più recentemente, un duetto con la cantante inglese Leona Lewis.

 

“La mia collaborazione con Leona ha fatto nascere in me qualcosa che non sentivo da molto tempo,” dice Jane. “Ha fatto nascere una nuova creatività e passione. Credo ci sia qualcosa in me che desideri esprimere me stessa ancora di più e non avere così paura di provare qualcosa per conto mio.”

 

Dinah mi rivela che sapeva di voler scrivere le sue canzoni ancora prima di unirsi al gruppo. “Credo fossimo tutte cantautrici prima delle Fifth Harmony. Ognuna di noi era un’artista per conto proprio e portiamo ancora quell’individualità in questo percorso che tutte e quattro stiamo intraprendendo, collettivamente e indipendentemente.”

 

Al momento, Dinah è pienamente concentrata sul PSA Tour con il gruppo e non ha ancora avuto un momento per dedicarsi alla sua musica. Ma sono curiosa di sapere se avremo modo di percepire le sue radici del Sud Pacifico nelle sue canzoni quando arriverà il momento o se il suo sound individuale differirà da quello del gruppo.

 

“Ad essere onesti,” dice, “è un qualcosa che non so nemmeno io. Non faccio qualcosa di completamente mio da un po’. Cantare con Leona è stata un’esperienza davvero speciale,” aggiunge, “perché sono cresciuta ascoltando la sua musica. Quando avevo 11 anni postai su YouTube la cover di una delle sue canzoni. Esibirmi con lei mi rende ancora più entusiasta per quello che verrà. Non avrei mai pensato che sarei stata parte di un gruppo femminile,” aggiunge con sincerità, “perciò non posso addentrarmi troppo nel futuro ma sto rivisitando alcuni dei generi che preferivo da piccola–come il reggae–,” mi dice, “Non vedo l’ora di scoprire se userò queste sonorità nella mia musica.”

 

Dinah potrà non essere ancora in grado di dirci cosa possiamo attenderci per il futuro, ma per come la vediamo, possiamo solo dire che si prospettano cose grandiose. Siamo eccitati per te Dinah, ci vediamo in cima.

 

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